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Biodiversità e funzionalità degli ecosistemi

OGS coniuga la conoscenza delle dinamiche oceanografiche con l’individuazione dei processi chiave che ne determinano la funzionalità. Obiettivo prioritario a livello costiero e per le aree di transizione è la corretta valutazione del rischio ecologico e l’individuazione di metodologie e strumenti in grado di integrare tutti gli elementi ambientali in indicatori di salute ecosistemica, al fine di supportare un approccio funzionale alla Gestione Integrata della Zona Costiera (ICZM).

Una delle grandi sfide per l’umanità nel terzo millennio, recepita da Horizon 2020, è la protezione della biodiversità. Le comunità biologiche sono oggi sottoposte a processi di erosione dovuti all’azione dell’uomo e amplificati dalle modificazioni climatiche, con effetti su scala locale e globale. La perdita di biodiversità innesca il deterioramento e l’impoverimento delle capacità di resistenza e di resilienza (rimedio) degli ecosistemi, minacciando i processi ecologici.

OGS ha al suo interno le competenze necessarie per una valutazione globale delle caratteristiche degli ecosistemi ed è in grado di coniugare la conoscenza delle dinamiche oceanografiche con l’individuazione dei processi chimici, fisici e biologici che ne determinano la funzionalità. A livello biologico, in particolare, OGS può descrivere i popolamenti marini, in termini quantitativi e qualitativi, dalla scala microscopica a quella macroscopica, dai virus ai pesci, con un approccio tassonomico classico o utilizzando metodologie molecolari d’avanguardia. Applicando tecniche per la valutazione della qualità ecologica di un sistema, OGS è in grado di quantificare i servizi resi dalle aree marine alla società. Obiettivi prioritari sono la zona costiera e l’ambiente di mare profondo

Impatto socio-economico

L’esperienza maturata da OGS nel sito inquinato di interesse nazionale (SIN) di Marano Lagunare e Grado ha consentito di supportare l’Autorità Portuale di Trieste nella richiesta al Ministero dell’Ambiente di rivisitare i criteri previsti dal piano di caratterizzazione del SIN di Trieste utilizzando l’ecosystem approach, piuttosto che una valutazione esclusiva del livello di contaminazione chimica. Questo comporta una fortissima riduzione della spesa necessaria e la restituzione alla cittadinanza di ampie aree marine.

 La comprensione dei processi di resistenza e resilienza di un ecosistema consente di poter intraprendere azioni di bioremediation in siti fortemente inquinati e di pianificare gli interventi quali dragaggi, movimentazioni di sedimento, costruzioni in mare, traffici marittimi.

La competenza tassonomica ad ampio spettro permette di predisporre protocolli di intervento per la governance di porti, marine e approdi.