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OGS in Antartide sulla nave da ricerca australiana Investigator

Il 9 gennaio 2017 Andrea Caburlotto, Diego Cotterle e Roberto Romeo dell’OGS (Istituto Nazionale di Oceanografia e Geofisica Sperimentale), sono partiti alla volta di Hobart (Australia) dove si imbarcheranno a bordo della Nave da Ricerca australiana INVESTIGATOR per partecipare ad una spedizione antartica.

 

La spedizione partirà da Hobart il 14 gennaio 2017 alla volta dell’area del Totten Glacier, situato lungo la costa dell’Antartide orientale, dove opererà per circa quaranta giorni, per poi rientrare a Hobart il 6 marzo 2017.

Il personale dell’OGS sarà responsabile dell’acquisizione di dati geofisici, eseguita portando a bordo della R/V INVESTIGATOR il sistema portatile di sismica multicanale HR di OGS con uno streamer di 300 metri a 96 canali ed una sorgente ad alta risoluzione (Mini GI Guns). Il sistema è contenuto in un container standard di 20 piedi, è autonomo per il trasporto e può essere impiegato su qualsiasi nave.

 

La spedizione scientifica

Stime recenti indicano che durante il periodo caldo del Pliocene (circa 5 milioni di anni fa) il livello marino era di 22 ± 10 metri superiore a quello attuale, determinando il collasso delle calotte glaciali della Groenlandia e dell’Antartide occidentale e di parte della calotta dell’Antartide orientale, considerata più stabile.

Il margine continentale antartico situato allo sbocco del Totten Glacier (117° - 123° E) è un’area cruciale per studiare e comprendere i processi della calotta glaciale dell’Antartide orientale. Questo ghiacciaio infatti è responsabile del maggior rilascio di ghiaccio nell’Antartide orientale, e recenti studi mostrano che si sta assottigliando molto rapidamente, contribuendo in maniera significativa ad accelerare lo scioglimento della calotta glaciale e all’innalzamento del livello marino. Tuttavia, nonostante l’importanza nel comprendere le dinamiche recenti e passate del Totten, pochi studi sono stati effettuati in quest’area.

Un team di ricerca internazionale effettuerà una campagna di ricerca nel tratto di costa situato di fronte allo sbocco del Totten Glacier, finalizzato allo studio del comportamento del ghiacciaio durante i precedenti periodi caldi degli ultimi 5 milioni di anni, attraverso lo studio dei sedimenti marini depositati durante le fasi di avanzamento e ritiro del ghiacciaio. L’obiettivo è di aumentare le conoscenze concernenti il ruolo del riscaldamento degli oceani sullo scioglimento delle calotte glaciali polari e ridurre in questo modo l’attuale incertezza nelle previsioni sull’innalzamento del livello marino.

Il progetto TYTAN (Totten Glacier dYnamics and Southern Ocean circulation impact on deposiTional processes since the mid-lAte CeNozoic), coordinato da Federica Donda (OGS) e finanziato dal PNRA (Programma Nazionale Ricerche in Antartide), si inserisce all’interno di un progetto internazionale coordinato dagli australiani, con lo scopo di migliorare la conoscenza sulla fase attuale di ritiro del ghiacciaio stesso e fornire dati per i modelli di previsione futuri.

Obiettivo principale di TYTAN è quindi acquisire nuovi dati sismici per ricostruire gli ambienti deposizionali del margine allo sbocco del ghiacciaio Totten a partire dal Miocene, periodo in cui le temperature e concentrazioni di CO2 erano simili a quelli previsti per il prossimo secolo, focalizzandosi sull’identificazione di lineamenti geo-morfologici indicativi delle variazioni del regime glaciale.

 

Potete seguire gli aggiornamenti sulle attività a bordo della nave Investigator attraverso il link https://sites.google.com/site/sabrinaseafloorsurvey/.