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OGS inaugura la nuova sede di Udine

Domani, martedì 19 aprile, l’Istituto Nazionale di Oceanografia e di Geofisica Sperimentale (OGS) inaugura a Udine la nuova sede del Centro Ricerche Sismologiche, cuore operativo della rete di monitoraggio sismico del Friuli Venezia Giulia.

In occasione della cerimonia, a cui parteciperà la presidente della Regione Debora Serracchiani, esperti provenienti da tutta Italia si confronteranno sulle nuove strategie di monitoraggio sismico, a 40 anni dal terremoto del Friuli.

Il Centro di Ricerche Sismologiche (CRS) è una delle quattro sezioni dell’OGS, istituito formalmente nel 1989 per svolgere ricerche sulla sismicità e sulla sismogenesi dell'Italia nord-orientale e sviluppare e gestire la connessa rete di rilevamento sismico anche per fini di protezione civile. “La stessa legge per la ricostruzione del Friuli (L 828/82) prevedeva l’istituzione di un centro per lo studio dei terremoti” spiega Maria Cristina Pedicchio, presidente OGS.

“L’OGS – continua – fin dal 1977 gestisce la rete sismometrica del Friuli Venezia Giulia, istituita esattamente un anno dopo il terremoto del Friuli”. “È un sistema – spiega Marco Mucciarelli, direttore del CRS – in grado di rilevare costantemente scosse sismiche, anche estremamente piccole, per darne eventualmente l’allarme in accordo con la Protezione Civile regionale. Nel corso degli anni – aggiunge il sismologo – la rete sismometrica, composta da strumenti ad alta tecnologia, si è estesa al Veneto e alla Provincia di Trento e oggi è collegata alle reti nazionali italiana, austriaca, slovena e svizzera, offrendo di fatto un monitoraggio transfrontaliero. Dal 2002, inoltre, gestiamo anche una rete geodetica di stazioni GPS, che permette di osservare le deformazioni lente della crosta terrestre, evidenziando il meccanismo che origina i fenomeni sismici e ha portato in milioni di anni alla formazione delle Alpi”.

Lo staff del CRS, oltre a svolgere attività di ricerca, garantisce supporto e reperibilità in caso di emergenze. Uno dei principali compiti, infatti, è la sorveglianza sismica, effettuata per scopi di protezione civile. “E a 40 dal terremoto – conclude Mucciarelli – la Regione FVG ha deciso di investire in nuove strategie che permettano non solo di localizzare l’epicentro del terremoto, ma di ricevere informazioni in tempo reale sugli edifici di interesse strategico per la protezione civile”.