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TERREMOTO DI AMATRICE. PERCHÉ IN CENTRO ITALIA LA TERRA TREMA?

Se ne discute al Convegno del Gruppo Nazionale di Geofisica della Terra Solida, organizzato da OGS, Sezione Italiana EAGE-SEG, Istituto Cnr-Ibam di Lecce e Università del Salento, al Castello Carlo V di Lecce dal 22 al 24 novembre

Il terremoto del 30 ottobre che alle 7.40 ha colpito le province di Perugia, Macerata e Rieti è stato l’evento più forte della sequenza iniziata con il terremoto del 24 agosto ed è il più forte avvenuto in Italia dopo quello del 1980 in Irpinia.

 

Al terremoto di Amatrice è dedicata la sessione di apertura del 35° Convegno del Gruppo Nazionale di Geofisica della Terra Solida (GNGTS), martedì 22 novembre al Castello Carlo V di Lecce (dalle ore 10). Un’intera giornata per fare il punto su cosa sta succedendo in Italia centrale, alla luce dell’analisi di tutti i dati analizzati finora da cui, per esempio, stanno emergendo risultati interessanti sul sistema di faglie che attraversa la regione e che si è attivato in questa sequenza sismica tuttora in corso. Infatti, in centro Italia, territorio storicamente caratterizzato da numerosi terremoti molto forti, la terra continua a tremare ma nessuna delle sequenze sismiche storiche presenta somiglianze con quella in corso. “Lo scopo della sessione è condividere le conoscenze maturate nei mesi successivi all’evento sismico affrontando tutti gli aspetti scientifici (geologici, sismologici, geodetici, ingegneristici) e di protezione civile. In particolare l’INGV presenterà la ricerca che ha sviluppato sulla base della grande mole di dati sismologici, geologici e geodetici acquisiti finora” precisa il sismologo Dario Slejko, ricercatore affiliato all’OGS e direttore di GNGTS.

 

Organizzato dall’Istituto Nazionale di Oceanografia e di Geofisica Sperimentale (OGS) in collaborazione con la Sezione Italiana EAGE-SEG, l'Istituto Cnr-Ibam di Lecce e l'Università del Salento, il convegno GNGTS riunisce dal 22 al 24 novembre più di 450 ricercatori (geologi, geofisici, sismologi, vulcanologi, ingegneri) per confrontarsi sullo stato dell'arte di quella parte della geofisica che studia le proprietà fisiche della componente solida della Terra.

Tre sono i temi tradizionali del convegno - geodinamica, caratterizzazione sismica del territorio e geofisica applicata – ad ognuno dei quali sono dedicate specifiche sessioni. “Si discuterà anche di strumenti e azioni per la mitigazione del rischio sismico” precisa Maria Cristina Pedicchio, presidente dell’OGS “e del coinvolgimento dei ricercatori in iniziative di sensibilizzazione della popolazione sui temi della sicurezza e della prevenzione dei rischi legati alle calamità naturali”.

 

Mercoledì 23 novembre si svolge l’Assemblea dei Ricercatori: occasione per ricordare il prezioso contributo nella ricerca sismologica e nel diffondere la cultura della prevenzione di Marco Mucciarelli, direttore del Centro di Ricerche Sismologiche dell’OGS, prematuramente scomparso. Verrà inoltre conferito il premio del Concorso dell'Associazione per la Geofisica “Licio Cernobori”.

 

Giovedì 24 novembre (ore 14.30) si svolge nella Sala Miccoli del Castello l'Assemblea della Sezione Italiana EAGE-SEG (European Association Of Geoscientists & Engineers - Society of Exploration Geophysicists) e a seguire l’edizione 2016 del Challenge Bowl Italia, fase italiana della grande sfida a quiz tra studenti universitari di geofisica applicata, i cui vincitori accederanno al successivo Campionato mondiale studentesco.

 

Cos’è il convegno del Gruppo Nazionale di Geofisica della Terra Solida

È un appuntamento annuale per centinaia di geologi, geofisici, sismologi, vulcanologi e ingegneri per confrontarsi sulle nuove scoperte raggiunte nel campo della geofisica della Terra solida. Ma è anche un’occasione per discutere con i cittadini e il mondo della scuola di temi importanti e di attualità, quali sismologia, prevenzione, protezione civile, grazie agli incontri pubblici organizzati a cornice delle sessioni scientifiche.

Il convegno si ripete ogni anno a partire dal 1981 e dal 2001 la sua organizzazione è affidata all’Istituto Nazionale di Oceanografia e di Geofisica Sperimentale di Trieste.

Il Gruppo Nazionale di Geofisica della Terra Solida, organo del Consiglio Nazionale delle Ricerche dal 1978 al 2000, è nato per promuovere e coordinare attività scientifiche e applicative nel campo della ricerca geofisica per la Terra solida di diversi istituti italiani. Dal 2001 non è più organo del CNR ma continua a promuovere il convegno annuale, grazie al sostegno economico e organizzativo dell'OGS, per condividere l'avanzamento delle conoscenze in geodinamica, caratterizzazione sismica del territorio e geofisica applicata, che possono rappresentare uno strumento fondamentale per migliorare la nostra sicurezza, ottimizzando per esempio le pratiche di prevenzione e riduzione del rischio.

 

Cos’è il premio Licio Cernobori

È stato istituito nel 2001 su iniziativa dell'Associazione per la Geofisica "Licio Cernobori" (AGLC), associazione civile, non a fini di lucro, nata per promuovere, sostenere e incrementare gli studi geofisici favorendo la formazione scientifica e la crescita dei più giovani. È destinato infatti a giovani ricercatori di età non superiore ai 35 anni che presentino come primi autori e relatori un lavoro scientifico in geofisica teorica ed applicata. Del valore di 700 euro, ne vengono assegnati tre, uno per ciascuno dei tre temi del convegno GNGTS. L'Associazione è nata il 30 ottobre 2000 per ricordare Licio Cernobori, geofisico prematuramente scomparso, che ha sempre trasmesso con entusiasmo ai colleghi più giovani di lui la sua passione per la ricerca. Licio Cernobori è stato un entusiasta ricercatore presso la Sezione di ingegneria per le georisorse e l’ambiente del Dipartimento di ingegneria civile e ambientale dell'Università di Trieste e per due anni, dal 1998, è stato ricercatore dell’Istituto Nazionale di Oceanografia e di Geofisica Sperimentale (OGS).

 

Per ulteriori informazioni http://gngts.inogs.it/content/il-convegno - la segreteria del Convegno Paolo Giurco, Istituto Nazionale di Oceanografia e di Geofisica Sperimenale, 334 5262 497

 

Trieste, 18 novembre 2016